Nel corso degli anni Ein Prosit ha avuto il privilegio di ospitare alcuni dei più grandi cuochi italiani, che hanno proposto all’interno degli “Itinerari del Gusto” i piatti della loro cucina abbinati ai vini del Friuli Venezia Giulia, permettendo ai tanti appassionati di soddisfare il palato ed apprezzare la cucina italiana nelle sue massime espressioni.

Nelle passate edizioni si sono alternati fra gli altri: Gaggan Anand, Massimo Bottura, Mauro Colagreco, Emanuele Scarello, Ana Roš, Antonia Klugmann, Chicco Cerea, Heinz Beck, Italo Bassi, Mauro Uliassi, Moreno Cedroni, Gennaro Esposito, Pino Cuttaia, Davide Scabin, Antonino Cannavacciuolo.

Anche per questa 21^ edizione, Ein Prosit vedrà l’avvicendarsi di alcuni fra i migliori rappresentanti della scena gastronomica nazionale e internazionale.

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Massimiliano Alajmo
Le Calandre

3 stelle Michelin - Nr. 31 The World’s 50 best Restaurants 2019

Massimiliano Alajmo è stato, a soli 28 anni, il più giovane chef al mondo a guadagnarsi 3 stelle Michelin. È un cuoco di grandissima tecnica, capace di mescolare sapori intensissimi, piatti leggeri senza dimenticare il divertimento. Insieme al fratello Raffaele e il resto della sua famiglia ha dato vita ad un gruppo di ristoranti che si snodano tra Venezia, Parigi, Milano, Marrakesh…

2 maksut askar

Maksut Askar 
Neolokal

Nr. 110 The World’s 50 best Restaurants 2019

Maksut Askar è lo chef del Neolokal di Istanbul. Negli anni ha svolto un’accurata ricerca dei prodotti, delle ricette e tradizioni turche che si stavano perdendo. Un progetto che, insieme al suo team di cucina, si prefigge di proteggere la cultura e la cucina dell’Anatolia anche per le generazioni future e che si concretizza in ricette della tradizione riadattate ai tempi attuali.

corrado assenza

Corrado Assenza
Caffè Sicilia

Difficile racchiudere la complessità e bellezza dell’uomo e del professionista Corrado Assenza in poche parole. Dopo i primi studi universitari in Agronomia, Assenza decide di tornare alla sua natìa Noto e dedicarsi alla pasticceria di famiglia. In pochi anni, diventa il punto di riferimento non solo dell’arte del dolce, ma di un certo modo di fare cucina sempre attento al territorio e alla purezza dei suoi prodotti. Oggi il suo Caffè Noto non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per tutti coloro che vogliono iniziare un percorso all’interno della cultura gastronomica siciliana.

Hangar 7; Gastkoch Steffano Baiocco; Gardasee

Stefano Baiocco
Villa Feltrinelli

2 stelle Michelin

Stefano Baiocco è un cuoco di scuola francese, con alle spalle esperienze importanti al fianco di Alain Ducasse e Pierre Gagnaire. È considerato uno dei cuochi più tecnici del panorama gastronomico italiano; infatti, la sua cucina si basa su una continua ricerca e sulla sperimentazione di ricette che non siano mai ripetitive ma innovative.

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Joris Bijdendijk
Rijks

1 stella Michelin

Joris Bijdendijk è un cuoco danese di nuova generazione che anima il Rijks, ristorante nato all’interno del Rijksmuseum ad Amsterdam –museo dedicato alla storia olandese. La cucina di Joris resta fedele al tema del luogo che lo ospita, rispolverando la cucina tradizionale più negli ingredienti che nelle ricette vere e proprie.
Il suo menù “verde“ rispecchia le sue grandi abilità con i vegetali, abilità che gli vengono riconosciute a livello mondiale.

5 eugenio boer

Eugenio Boer
Bu:r

Mezzo ligure mezzo olandese, Eugenio è diventato cuoco a metà di una vita spesa viaggiando. Dopo altre varie avventure milanesi oggi ha aperto un ristorante che porta il suo nome, dove raccoglie e rielabora ogni esperienza assaggiata durante il suo peregrinare. La sua è una cucina generosa pensata al servizio dell’ospite, un compromesso felice tra la precisione del nord Europa e il calore italiano.

7 renato bosco

Renato Bosco
Saporè

Renato Bosco è lo scienziato della pizza, grazie al suo approccio estremamente rigoroso e scientifico. Il suo continuo giocare con i lievitati ma, soprattutto, la sapienza racchiusa nelle sue mani, lo hanno portato a trovare nuove forme e nuovi gradi in leggerezza, diventando così uno dei maggiori esponenti della nuova pizza italiana.

9 manoella buffara

Manoella Buffara
Restaurante Manu

N. 42 Latin Americas's 50 best Restaurants 2019

Manoella Buffara è la più importante e promettente cuoca emergente del Sud America. Con il suo ristorante Manu (che si trova a Curitiba, nello stato di Paranà) ha vinto il premio “One to Watch” della 50th Best Restaurants Latin America.
È proprio nella cultura dell’eco-sostenibilità di questo stato che affondano le radici della sua cucina, utilizzando unicamente materie prime dai produttori della Foresta Atlantica e svolgendo un importante lavoro nella creazione di orti urbani nei quartieri abbandonati della sua città.

10 tim butler

Tim Butler
Eat Me

Tim Butler è americano e, proprio negli Stati Uniti, ha dato inizio alla sua carriera lavorando in alcuni dei più grandi ristoranti a stelle e strisce. La svolta più importante nella sua carriera coincide con il trasferimento a Bangkok, dove apre una serie di suoi locali – ad oggi Eat Me, Bunker ed Essenzi. La sua è la cucina di un viaggiatore che omaggia le radici occidentali, ma anche il nuovo paese che lo ha adottato. Quella di Butler è una cucina colorata, piccante, intensa e provocatoria anche più delle cucine asiatiche stesse.

11 riccardo camanini

Riccardo Camanini
Lido 84

1 stella Michelin - Nr. 78 The World’s 50 best Restaurants 2019

Riccardo Camanini è uno dei maggiori esponenti della Nuova Cucina Italiana. Insieme al fratello Giancarlo ha creato, sulle sponde del Lago di Garda, un sistema vincente di ospitalità e ristorazione contemporanee, che hanno saputo conquistare la stima internazionale La sua è una cucina di lago, dove la grande sapienza tecnica è al servizio di ingredienti spesso dimenticati, riuscendone così a trarne il meglio.

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Martina Caruso
Signum

1 Stella Michelin
Miglior chef donna dell’anno, Guida Michelin 2019

Martina Caruso ha la verve e il coraggio delle nuove leve oltre che essere considerata da tutti il simbolo della rinascita della cucina delle Eolie. I suoi piatti parlano della Sicilia più selvatica, con estrema cura e attenzione, ma anche con incursioni nel resto del mondo frutto delle sue esperienze estere.

14 enrico crippa

Enrico Crippa
Piazza Duomo

3 stelle Michelin - Nr. 29 The World’s 50 best Restaurants 2019

Enrico Crippa è uno degli storici allievi di Gualtiero Marchesi, oltre che profondo conoscitore della cucina francese e orientale. Dopo un importante passaggio in Giappone, al rientro in Italia lo chef Crippa si è dedicato anima e corpo a Piazza Duomo, il ristorante della famiglia Ceretto. Qui, circondato dalla splendida cornice delle Langhe, ha costruito una cucina incentrata sui prodotti del suo orto, del territorio e su una tecnica che si distingue per leggerezza ed essenzialità. Tutte caratteristiche che hanno valso a Crippa le tre stelle Michelin.

15 alessandro dal degan

Alessandro Dal Degan
La Tana Gourmet

1 stella Michelin

Alessandro Dal Degan è un baluardo della cucina di montagna e, in particolare, dell’Altipiano di Asiago. Perfetto conoscitore di erbe, muschi e prodotti del suo territorio, Dal Degan in pochi anni ha saputo recuperare ricette e abitudini che sembravano perdute per sempre e ha saputo donare loro la gentilezza di una mano attenta e sapiente.

16 luca fantin

Luca Fantin
Il Ristorante Luca Fantin

1 stella Michelin – Nr. 107 The World’s 50 best Restaurants 2019, nr. 18 Asia's 50 Best Restaurants

È Luca Fantin a firmare i piatti dell’omonimo ristorante, all’interno dell’Hotel Bulgari di Tokyo. Da dieci anni nella capitale nipponica, Fantin ha lavorato a fianco di importanti e blasonati chef a partire da Heinz Beck fino ad Andoni Luis Aduiriz, che gli ha insegnato a coniugare la cucina italiana e giapponese riuscendo a esaltarne punti di contatto quali il rispetto del prodotto e della stagionalità. La mano di Fantin si contraddistingue per l’estrema cura dei sapori italiani, riuscendo a renderli più comprensibili al pubblico giapponese.

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Terry Giacomello
Inkiostro

1 stella Michelin

Terry Giacomello, friulano DOC, classe 1969 muove i primi passi “gastronomici” nella locanda gestita dai suoi genitori, ma poi non contento, incomincia a mettersi in gioco frequentando alcune delle cucine più importanti del mondo.
A settembre 2015 approda ad Inkiostro e a Dicembre conferma la stella Michelin: Cucina di altissimo livello, dove la selezione di una materia prima eccellente si intreccia a tecniche di avanguardia con il risultato di proporre piatti raffinati e apparentemente essenziali, ma frutto di uno studio e di una conoscenza dei prodotti assoluta.

17 gianluca gorini

Gianluca Gorini
DaGorini

Gianluca Gorini è alla guida della cucina del ristorante DaGorini, il suo primo ristorante di proprietà dopo aver guidato Le Giare di Montiano e un’esperienza importante alla corte di Paolo Lo Priore a Il Canto. La sua cucina è legata alla tradizione e al territorio romagnolo, ma i piatti sono sempre contraddistinti dal suo stile personale, dalla sua creatività e classe.

18 christophe hardiquest

Christophe Hardiquest
Bon-Bon

2 stelle Michelin

Dopo la formazione in diversi ristoranti, il belga Christophe Hardiquest inizia a scrivere la sua storia nel 2003, aprendo il suo primo ristorante in un ex negozio di mobili e con una lavastoviglie e alcune stoviglie di famiglia. Nonostante le difficoltà iniziali, Hardiquest riuscì ad attirare l’attenzione grazie alle sue abilità e conquistare due stelle Michelin. La sua cucina si basa sull’improvvisazione e sulla creatività, non dimenticando però le tradizioni belghe meno conosciute.

19 zaiyu hasegawa

Zaiyu Hasegawa
Den

2 stelle Michelin - n. 11 The World’s 50 best Restaurants 2019, nr. 3 Asia's 50 Best Restaurants

Onore al merito a Zaiyu Hasegawa, il primo chef ad aver aperto la cucina giapponese al mondo, riuscendo a svelare, grazie al suo approccio, il lato divertente di una cultura estremamente rigorosa. Partendo da un’impostazione di cucina Kaiseki, Hasegawa ha saputo costruire la propria visione lasciandosi guidare dalle stagioni e dal benessere degli ospiti.

20 giuseppe iannotti

Giuseppe Iannotti
Krèsios

1 stella Michelin 

Giuseppe Iannotti è un ingegnere informatico, che ha scelto di sposare la passione per la cucina. Con il suo Krèsios ha portato una ventata di novità nella cucina campana, da sempre molto legata alle tradizioni e al territorio. Tutti elementi che Giuseppe conosce e che, però, inserisce in un contesto ben più ampio riuscendo a giocare nel campionato dei grandi chef internazionali. Le parole d’ordine dei suoi piatti sono tecnica e sapore, che si svelano al commensale attraverso uno stupore quasi ludico.

21 anatoly kazakov

Anatoly Kazakov
Selfie

Nr. 65 The World’s 50 best Restaurants 2019

Il giovane Anatoly Kazakov è uno dei protagonisti della nuova evoluzione che sta caratterizzando la cucina russa. Le sue forti contaminazioni europee sono riconducibili alla gavetta fatta dall'indimenticabile Gualtiero Marchesi.Anatoly ha così conosciuto e vissuto, in prima persona, la mentalità mediterranea. Ha riportato nel suo paese natio, un’attenzione particolare per il lavoro di piccoli contadini e allevatori che, a loro volta, stanno apportando delle rivoluzioni nell'approccio alla terra e ai suoi frutti.

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Antonia Klugmann
L'argine a Vencò

1 stella Michelin

Antonia Klugmann è una delle regine del Nord-Est, insieme alle colleghe Fabrizia Meroi e Ana Roš. La cucina è stata per lei una seconda scelta di vita, una rinascita. Inizia la gavetta in diversi locali friulani e veneti per poi trasferirsi nel Collio, dove apre l’Argine a Vencò.
I piatti di Antonia rappresentano perfettamente il suo territorio prendendo spunto dagli abbinamenti e ingredienti friuliani, ma senza il vincolo di una riproposizione pedissequa della tradizione.

23 alberto landgraf

Alberto Landgraf 
Oteque

Nr. 100 The World’s 50 best Restaurants 2019

In parte giapponese, in parte tedesco, Alberto Landgraf vive e lavora a Rio de Janeiro. È lo chef-patron dell’Oteque, il suo “carioca project”, che ha aperto dopo importanti esperienze da Pierre Gagnaire e Gordon Ramsey. La sua cucina racconta perfettamente le sue origini, la sua formazione e, naturalmente, la cultura del paese che lo ospia. Assaggiando un suo piatto si distingue chiaramente il rigore giapponese, l’accademia francese e l’istinto sudamericano.

24 virgilio martinez

Virgilio Martinez
Central

n.6 The World’s 50 best Restaurants 2019

Virgilio Martinez, chef peruviano, è uno dei simboli della gastronomia latino-americana. Si può definire cuoco della biodiversità, raccontata nei suoi menù incentrati sui diversi microclimi del Perù e dell’intero Sud America. Quello che Martinez presenta nel suo Central a Lima è unico, proprio perché si basa sulla ricerca delle materie prime autoctone, la cui provenienza spazia dal mare all’alta montagna.

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Matteo Metullio
Harry's Piccolo

1 stella Michelin

Matteo è un giuliano di Trieste, ma ha passato gran parte della sua vita in Val Badia alla guida del ristorante Siriola dell’Hotel Ciasa Salares di San Cassiano in Badia. Qui ha ottenuto le due stelle Michelin a soli 28 anni, per poi tornare nel 2018 nella sua Trieste alla guida dell’Harry’s Piccolo, dove ha conquistato la prima stella Michelin.

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Vladimir Mukhin
White Rabbit

N. 13 The World’s 50 best Restaurants 2019

Nell’immaginario comune la Russia è associata a tante cose, ma mai al mangiar bene. Vladimir Mukhin è riuscito a dimostrare il contrario. Cuoco di sesta generazione è proprio nel ristorante di famiglia che si avvicina in giovanissima età a questo mondo.
La sua cucina è basata su una profonda ricerca delle ricette antiche russe, sugli ingredienti che venivano utilizzati e sul modo di mangiare rispolverando delle tradizioni che si stavano lentamente perdendo.

28 Norbert Niederkofler

Norbert Niederkofler
St. Hubertus

3 stelle Michelin – n.116 The World’s 50 best Restaurants 2019

Norbert Niederkofler è il primo e unico 3 stelle italiano sull’arco alpino. Tutti i riconoscimenti raggiunti, durante la sua carriera, sono frutto della sua filosofia “Cook the Mountains”, che l’ha portato ad abolire dalla sua cucina tutti gli ingredienti, anche i più comuni, non provenienti dalla montagna. Niederkofler ha così il privilegio di poter raccontare le sue Dolomiti in tutta la loro algida generosità. Da poco ha aperto l’Alpinn a Plan de Corones, dove ha messo a punto la versione da bistrot della sua idea di cucina.

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Simone Padoan
I Tigli

Simone Padoan, da sempre nel mondo dei lievitati, è il primo pizzaiolo ad aver elevato la pizza a piatto gourmet. Il suo disco di pasta è diventata una tavolozza su cui dipingere piatti dagli abbinamenti studiati e calibrati come nei migliori ristoranti di cucina d’autore.

30 Pier Giorgio Parini

Pier Giorgio Parini

Pier Giorgio Parini è romagnolo, classe 1977, dopo un’esperienza biennale nella brigata di Massimiliano Alajmo nel tristellato Le Calandre, approda nel 2006 alla guida della cucina del Povero Diavolo di Torriana in provincia di Rimini. Qui vi rimane fino al 2016 e ha modo di farsi conoscere per la qualità e la ricerca dei prodotti locali, cercando di esaltarne le caratteristiche con con tecniche di cottura rispettose e un gioco di contrasti aromatici che vedono l’utilizzo sapiente dei vegetali.

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Alain Passard
l'Arpege

3 stelle Michelin - n.8 The World’s 50 best Restaurants 2019

Alain Passard è considerato un’icona della cucina mondiale d’ogni epoca, un libero pensatore in grado di ispirare tre generazioni di cuochi.
Nasce nel 1956, nell’ ‘86 acquista L’Archestrate del suo mentore Alain Senderens e lo rinomina L’Arpege. Dieci anni dopo l’apertura, nel ‘96, ottiene la terza stella Michelin.
Venti anni fa prende la coraggiosa decisione di eliminare le carni, creando un menù vegetariano e alleggerendo cosi la sua cucina. Una decisione che, all’epoca, venne considerata azzardata. Inizia ad applicare i diversi modi di preparare la carne ai vegetali diventando un vero e proprio artista.

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Floriano Pellegrino e Isabella Potì
Bros

1 stella Michelin

Floriano e Isabella sono il simbolo di un Salento giovane, che sta tornando alla carica dopo anni in cui sembrava che la cucina tradizionale fosse l’unica possibile via. La loro è una nuova cucina pugliese, nata dall’amore per la propria terra, i viaggi per il mondo e una conoscenza profonda delle tecniche di cucine più moderne.

33 Franco pepe

Franco Pepe
Pepe in Grani

Franco Pepe è un artigiano moderno con l'antica passione per la pizza. La sua competenza si fonda sull'esperienza di tre generazioni di maestri panificatori. Nel corso degli anni, Pepe ha però arricchito la sua professionalità creando un impasto che lo ha reso noto in tutto il mondo e facendo di Caiazzo, in provincia di Caserta, un punto di riferimento internazionale per gli amanti della pizza.

34 matias perdomo

Matias Perdomo
Contraste

1 stella Michelin

Matias Perdomo è uno chef uruguagio che ha trovato una nuova casa in Milano. Da quasi vent’anni, Perdomo riesce a ravvivare il panorama gastronomico meneghino con nuove idee, sapori intensi e una costruzione scenografica degna dei migliori palchi teatrali della città. È riuscito a creare un punto di incontro fra la cucina del sorriso sudamericana e quella del prodotto italiana.

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Oliver Piras e Alessandra Del Favero
Aga

1 stella Michelin

Oliver Piras e Alessandra Del Favero sono considerati tra i cuochi più brillanti della cucina italiana under 30. Insieme hanno aperto nel 2014 Aga, che in un anno conquista la prima stella Michelin. 
Il prossimo passo che si accingono a compiere è l'apertura del loro nuovo ristorante a New York.

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Wicky Priyan
Wicky's

Wicky Priyan originario dello Sri Lanka, è uno dei volti noti della ristorazione milanese ed etnica in particolare; a Milano, Zero Contemporary Food, Nobu e altre esperienze all’estero lo formano professionalmente e lo inducono ad avviare una sua interpretazione della cucina nipponica con ingredienti mediterranei. Abbinamenti incrociati come non si vedono spesso, azzeccati e armoniosi, dove il nostro Mediterraneo si palesa in tutta la sua grandezza.

37 errico recanati

Errico Recanati
Ristorante Andreina

1 stella Michelin

Oggi siamo alla terza generazione del ristorante Andreina, che vede ai fornelli Errico Recanati. Ha iniziato la sua carriera accanto alla nonna, imparandone le basi della cucina del territorio marchigiano, nonché i segreti delle cotture alla brace e allo spiedo. Ogni giorno e sempre con maggiore intensità abbraccia la tradizione sia di famiglia che del territorio inserendo tecniche moderne.

38 niko romito

Niko Romito
Reale

3 stelle Michelin – n.51 The World’s 50 best Restaurants 2019

Niko Romito si occupava di economia quando si trova a dover gestire, senza eccessivo entusiasmo, il ristorante del padre. Ma, come sempre, la vita porta a svolte inaspettate e, oggi, Niko Romito vanta 3 stelle Michelin. Il suo ristorante, Reale Casadonna, ricavato all’interno di un ex convento trasformato in resort, si trova nel cuore dell’Abruzzo. La sua cucina si basa su un lavoro di grande tecnica: estrazioni, cotture alternative e sistematizzazione. Tutto ciò l’ha portato ad aprire numerosi locali in tutto il mondo ed una scuola.

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Eugenio Roncoroni
Al Mercato

Eugenio Roncoroni nasce a Milano ma, fin dai suoi esordi, è attratto dalle cucine straniere grazie anche a due genitori viaggiatori. Si trasferisce in California, dove lavora a fianco di alcuni tra i più importanti chef americani coltivando, nel contempo, la sua passione per lo street food. Tornato in italia, dà vita a un locale, Al Mercato, che rappresenta appieno il suo amore per il cibo di strada e l’alta cucina.

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Ana Roš
Hiša Franko

N.38 The World’s 50 best Restaurants 2019 – The World’s Best Female Chef 2017

Ana Roš è una cuoca autodidatta che è riuscita a farsi notare fin oltre oceano, vincendo il premio The World’s Best Female Chef nel 2017. Merito sicuramente del suo sapersi imporre come uno degli esponenti di spicco della rivoluzione gastronomica che ha caratterizzato la Slovenia nell’ultimo decennio.
La sua è una cucina di confine giocata sull’istinto, oltre che la massima espressione di un terroir ancora poco esplorato in proporzione alla ricchezza che ha da offrire.

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Diego Rossi
Trippa

Diego Rossi è uno dei padri della Nuova Trattoria Italiana, un ragazzo che ha rinunciato alle cucine fine dining per potersi dedicare a una cucina più popolare, ma non per questo meno ricercata. La cucina dello chef di origine veneta, passa attraverso la tradizione che viene portata a un livello di cura e precisione rara e che fanno di Trippa, una tappa imprescindibile per i gourmet di tutto il mondo. 

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Ciro Scamardella
Pipero

Ciro Scamardella è un giovane cuoco napoletano con un curriculum professionale notevole: Marennà con Paolo Barrale, Villa Crespi con Antonino Cannavacciuolo, Lasarte con Paolo Casagrande e Il Pagliaccio con Anthony Genovese. Una gavetta lunga che si è conclusa nel luglio 2018, approdando nel nuovo ristorante di Alessandro Pipero, un grande uomo di sala con cui ha iniziato una felice collaborazione.

42 Emanuele Scarello

Emanuele Scarello
Agli Amici

2 stelle Michelin

Emanuele Scarello è il riferimento gastronomico della città di Udine, e non solo, grazie alle due stelle Michelin e ai numerosi riconoscimenti raggiunti con il locale di famiglia a Godia, da qualche anno non più solo famosa per le patate. La cucina di Scarello attinge al suo Friuli, ma sa andare anche oltre con garbo e grande creatività.

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Federico Sisti

Federico Sisti, romagnolo doc che ha girato il mondo, è la vivacità ai fornelli. Persona di carattere, chef di sostanza, si è saputo adattare perfettamente alla piazza di Milano proponendo una cucina istintiva e sincera dove ai piatti della cucina tradizionale meneghina, ha affiancato una carta di Fuori Milano ispirata ai suoi viaggi in Oriente e in Oceania. Da poco, lasciate le cucine dell’Antica Osteria il Ronchettino, si è riscoperto sempre romagnolo ma un po’ più milanese.

44 Luigi Taglienti

Luigi Taglienti
Lume

1 stella Michelin

Inizia il suo percorso lavorando con il "Maestro" Ezio Santin, per proseguire la sua esperienza al fianco di grandi Chef come Christian Willer, Christian Sinicropi e Carlo Cracco. Dal 2016, è alla guida del Lume dove riceve la sua prima stella Michelin, a pochi mesi dall’apertura.
Per Taglienti la cucina è sinonimo di elevazione e perfezionamento; non solo ma anche il trasmettere attraverso i piatti emozioni oltre che emozioni in grado di coinvolgere tutti i sensi. Brio, freschezza e vivacità sono i tratti distintivi della sua cucina.

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Yoji Tokuyoshi
Tokuyoshi

1 stella Michelin

Yoji Tokuyoshi è arrivato in Italia, per la precisone a Modena, per conoscere ed apprendere la cucina nostrana. Il suo talento l’ha portato all’ Osteria Francescana di Massimo Bottura, di cui è stato sous-chef per 10 anni. Si è poi trasferito a Milano, dove ha aperto il ristorante che porta il suo nome. La sua è una cucina che lui stesso definisce italiana contaminata, in cui le sue radici giapponesi si completano con la struttura italiana.

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Pasquale Torrente
Al Convento

Pasquale Torrente è il pulcinella hippie della Costiera Amalfitana. È considerato l’ambasciatore mondiale della colatura di alici, è grazie a lui se dopo anni in cui si stava perdendo è stata riscoperta. La sua è una cucina che parte dalla tradizione campana più pura e che gioca tutto sulla gola e sulla godibilità.

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Cristian Torsiello
Osteria Arbustico

1 stella Michelin

Dopo tanti anni al fianco di Niko Romito, Cristian ha aperto assieme al fratello Tomas l’Osteria Arbustico in una zona periferica, Valva, nell’Alta Piana del Sele. Ha saputo distinguersi sin da subito, conquistando nel 2015 una stella Michelin prima di spostarsi, nel 2018, a Paestum. La cucina di Torsiello è un continuo omaggio verso il territorio e le sue materie prime, oltre che agli chef che hanno segnato il suo percorso di formazione (Gennaro Esposito, Mauro Uliassi, Valeria Piccini e, naturalmente, Niko Romito).

Toso BN

Giancarlo Toso
Cantina di Epicuro

Giancarlo Toso è considerato un vero “maestro del fogolar”, a rigorosa alimentazione lignea. Sulla griglia Toso cuoce ogni tipo di carne: fiorentine, costate, filetti... Uomo simbolo del ristornate di famiglia “Da Toso”di Leonacco, fondato nel lontano 1907. 

 
47 cristoforo trapani

Cristoforo Trapani
Hotel Byron

1 stella Michelin

Solo 31 anni, ma un bagaglio di esperienze nelle cucine più importanti d’Europa: Heinz Beck, Antonino Cannavacciuolo, Moreno Cedroni, Davide Scabin, Mauro Colagreco, Yannick Allèno. Ecco la carta d’identità di Cristoforo Trapani, origini Amalfitane e una cucina generosa di sapori e profumi che, da qualche anno, sta estasiando i clienti del Magnolia dell’Hotel Byron di Forte dei Marmi. I suoi piatti tradiscono le origini campane, ma non dimenticano la grande cultura gastronomica della Toscana che lo ha adottato.

Mauro-Uliassi

Mauro Uliassi

Uliassi

3 stelle Michelin - Nr. 61 The World’s 50 best Restaurants 2019

Mauro Uliassi è il marinaio Rock n’ Roll della cucina italiana. Nell’arco di 25 anni è riuscito a trasformare uno stabilimento balneare di Senigallia in un ristorante 3 stelle Michelin.
La sua è una cucina che rappresenta alla perfezione la cultura della riviera Adriatica, profondamente legata al mare, e di cui sa esaltarne ogni prodotto noto e meno noto. Un’altra sua grande passione è la cacciagione, in cui spesso si cimenta. È uno dei migliori cuochi al mondo nel creare piatti magnifici con ingredienti inaspettati.