Chef
Diego Rossi
Trippa
Italia
Bib Gourmand per Guida Michelin
"Diego Rossi è uno dei padri fondatori della Nuova Trattoria Italiana. Nato a Verona nel 1985, comincia la propria parabola di cucina nel fine dining al servizio di maestri come Norbert Niederkofler, e nel 2012 alla prima esperienza da chef si toglie la soddisfazione della stella Michelin in coppia con l’amico Juri Chiotti alle Antiche Contrade di Cuneo. In quegli anni comincia però a maturare una sua idea di cucina e di ristorazione, che lo porta (dopo un po’ di vagare) nel 2015 a inventarsi Trippa insieme all’amico/socio Pietro Caroli.
In una zona di Milano defilata dalle luci del centro, prende forma la Trattoria come la intendono loro, dove la visione gastronomica di Diego trova libertà e compimento. Bestie intere evitando sprechi così da contenere i costi, tanta mano, tagli poco in voga e studio delle tradizioni per leggerne spunti da tradurre in piatti capaci di suonare classici o addirittura familiari pur senza essere mai stati preparati prima.
Involontariamente, Diego diventa icona di un movimento che da Milano si allarga all’Italia e poi all’Europa, un modello per tutti i ragazzi che vogliono cucinare ad alto livello senza doversi per forza integrare nei sistemi luccicanti dell’haute cuisine. Di pari passo col rispetto dei cuochi si infiamma l’attenzione dei media, arrivano i premi (Chef dell’Anno per Identità Golose nel 2020, Ristorante Europeo Casual dell’Anno secondo Opinionated About Dining nel 2022...) e la storia di Diego viene raccontata dalle più importanti testate nazionali e internazionali, portandolo anche a partecipazioni televisive in programmi di cucina con la massima risonanza come “Masterchef” o “Cuochi d’Italia”. A oggi la sua crescita non si è fermata, ma il suo sguardo si è fatto più largo e ha portato lui e Pietro ad aprire nel 2022 il primo spin-off di Trippa all’estero, scegliendo Hong Kong per piantare il seme (nel frattempo già fiorito e vivido) di Testina.
Dice di non essere uno chef e di sentirsi piuttosto un cuoco, ma lo fa sogghignando, in una continua danza tra understatement e centro del palco che lo rende uno dei personaggi più sfumati e originali della cucina italiana contemporanea."


















